Jeep Commander con sistema Carplay e Telecamera posteriore
Per molto tempo il mercato dell'after market è stato oggetto ed ostaggio di sistemi radio\monitor\navigazione di tipo 2DIN, prodotto aventi una struttura che impone un'integrazione all'interno del cruscotto in modo invasivo, un'operazone che per essere realizzata presuppone sia che la consolle stessa dell'auto disponga di uno spazio sufficiente al suo interno sia che sul mercato siano reperibli gli accessori necessari. Tra questi ultimi un ruolo fondamentale è sicuramente rivestito dalla mascherina 2DIN, la plastica che rifnisce ed armonizza le linee del nuovo monitor con il design degli interni e che in molti casi offre anche le modalità di fissaggio dell'apparato. Per molte vetture una simile soluzione non ha mai rappresentato un problema in quanto carattetizzate da consolle centrali già strutturate per accogliere una Head Unit di dimensioni doppie o due volte e mezzo quella di una radio standard, si pensi alle auto del gruppo Volkswagen, alle Mitsubishi, Nissan, ecc... Per molte altre al contrario questa soluzione ha comportato non pochi problemi fino a divenire in alcune situazioni un vero e proprio ostacolo: cruscotti nativamente non progettati per accogliere apparati di tali dimensioni ( vedi Renault ad esempio ) o accessori necessari difficilmente reperibili sul mercato ( se non del tutto inesistenti ) sono le cause. Un palese esempio ne è la Jeep Commander per la quale la sostituzione del sistema originale imponeva non poche problematiche.
Quando ancora le soluzioni tra cui optare riguardavano una moltitudine di sistemi 2DIN o una ristretta e costosa cerchia di prodotti dotati di pannello motorizzato ad estrazione, i proprietari di Jeep Commander dovevano fare prima di tutto i conti con la dotazione esistente. Se l'auto presentava il navigatore RET, un apparato costituito da navigatore e multilettore CD a 6 dischi, la situazione era facilmente risolvibile in quanto molti produttori di accessori offrivano ed offrono mascherine dedicate all'inserimento di entrambe le tipologie di prodotti. Nel caso di semplice autoradio purtroppo, la strada del 2DIN, non era e così è ancora non praticable a causa dell'assenza di plastiche idonee.
Sistemi multimediale 1DIN con Short Body
Fortunatamente oggi la situazione è cambiata. Il mercato dei sistemi multimediali after market non è più il regno incontrastato dei 2DIN. Pur occupando ancora una vasta fetta del settore altre tipologie di prodotti si sono affacciate, sviluppate e diffuse. In particolar modo i modelli dotati di ampio pannello esterno, dai 9 ai 10 pollici ( contro una diagonale di massimo 7 " dei 2DIN ) e corpo a singolo DIN. In seguito ad una loro prima, timda introduzione qualche anno fa, si sono fatti strada e piano piano hanno proliferato dando vita ad un variegato paniere di modelli in cui tutti i produttori, asiatici, sconosciuti o meno, marchi europei ed i grandi Brand quali Alpine, Pioneer, Kenwood e Sony hanno deciso di entrare.

In un ambiente, l'abitacolo della vettura, in cui sempre più informazioni sono a disposizione del conducente, in cui gli spazi sono sempre più "efficentati", ristretti, in cui ogni dettaglio deve trovare la sua collocazione e funzione, un'interfaccia di consultazione e gestione quale è a tutti gli effetti un moderno sistema di Infotainment, riveste un ruolo fondamentale ed un prodotto che occupa un'area limitata della struttura del cruscotto grazie ad uno chassis a singolo DIN short body in virtù dell'assenza del lettore CD, dotato di un ampio monitor che può essere livellato in altezza per allinearne la consultazione alla linea di visione della sede stradale minimizzando così la distanza che gli occhi devono percorrere per rintracciare l'informazione desiderata, rappresenta un indubbio vantaggio ed un miglioramento deciso dell'equipaggiamento dell'auto, tutte miglierie pienamente sfruttabili anche su una vettura come la Jeep Commander che fino ad oggi ne era esclusa.
Phonocar VM053 con carplay ed Android Auto per Jeep Commander
Ecco quindi che la presenza della radio originale Jeep non impedisce più all'utente di intervenire per migliorare un sistema obsoleto. Un 2DIN non può essere installato ma i nuovi prodotti multimediali, si. Su questa Commander la scelta è ricaduta su un modello Android-Based con pannello da 9", modulo WiFi, DAB, Carplay ed Android Auto via cavo o wireless. La sua integrazione è consentita dal lato estico dall'utilizzo della mascheirna dedicata e dal alto funzionale dall'indispensabile modulo digitale che permette il mantenimneto dei servizi auto, dei comandi al volante e dell'amplificatore digitale Infinity, cuore pulsante dell'impianto audio presente su tutte le Commander prodotte.
La Media Station inserita pone a disposizione del conducente tutta una serie di sorgenti di particolare rilevanza. A fianco del classico ed intramontabile ( ci auguriamo ) modulo FM, della porta USB per riproduzione di file audio e video, del modulo bluetooth per musica e chiamate ma nn di un lettore CD, il prodotto offre soluzioni integrate quali Carplay ed Android Auto, tecnologie che era difficile accostare alla Jeep Commander solo qualche anno fa.

Navigazione con aggornamenti in tempo reale, utilizzo di tutte le applicazioni di musica, dalle più apprezzate come Spotify o Apple Music, alle più desuete, alla messaggistica istantanea, dall'utilizzo dell'assistente vocale alla possibilità di ricevere informaizoni puntuali sulla zona circostante. E' indubbio che Carplay ed Android Auto siano oggi tra le tecnologie più utili da avere in vettura non solo per ciò che offrono al momento ma dato il loro indissolubile legame con lo smartphone, per quello che potreanno offrire in futuro.
Inoltre il sistema multimediale inserito sulla Commander presenta due ulteriori vantaggi importanti. Il primo riguarda il posizionamento del pannello. Grazie ad un meccanismo posteriore è possibile alzare o abbassare l'altezza del monitor rispetto al punto di inserimento radio così da avere una visione migliore in base alla posizone di guida, lo stesso meccanismo consente anche di ruotare il pannello a destra e sinistra, ed il secondo offre la possibilità di rimuovere l'intero monitor separandolo dal corpo centrale che rimane in auto, un aspetto di non poco conto considerando che una diagonale di 9" all'interno di un veicolo spicca decisamente.
Tali caratteristiche si sommano a specifiche di livello quali la dotazione hardware, ben sfruttata da un'interfaccia utente molto semplice da comprendere e gestire e rapida nel rispondere alle richieste del conducente, e da quella funzionale, ricca nella sua configurazione base ma ulteriormente espandibile consentendo l'aggiunta di ulteriori dorgenti e dispositivi, alcuni dei quali particolarmente utili su una vettura delle dimensioni della Commander. La telecamera posteriore.
Telecamera posteriiore per Jeep Commander
L'inserimento di una retrocamera sulla Jeep Commander deve necessariamente tenere conto del fatto che la vettura non è stata progettata per accoglierne una, nel periodo di produzione o ancora di progettazione della Commander, l'utilizzo di una telecamera di parcheggio con tutta probabilità non era nemmeno stata immaginata. Ciò comporta che il prodotto scelto deve necessariamente adattarsi alla struttura del punto di alloggiamento e quindi la dimensione, il sistema di fissaggio ed il tipo di ottica devono tenerne conto. Ecco quindi che la telecamera utilizzata sulla Commander è un modello inclinato a 45 gradi, da incasso, ottica CMOS, risoluzione di 480 linee TV ed un angolo di visione orizzontale di 160 gradi e di 110 in verticale. Il punto di alloggiamento scelto è l'unico che consenta una corretta copertura del corpo auto della Jeep; gli altri esaminati non sono percorribili.

Come dimostrano le soluzioni adottate su questa Commander, lo sviluppo di nuove tecnologie abbinate a funzioni avanzate permettono di migliorare le situazioni di guida anche su vetture a prima vista escluse da ogni possibilità come le mitiche Jeep dei primi anni 10 del secolo. Là dove ogni espansione sembra preclusa, un'attento studio dei prodotti presenti sul mercato abbinato ad accorgimenti di montaggio ed allo studio di soluzioni di installazione ad hoc possono rendere quindi possibile l'ammodernamento anche degli impianti più ostici.
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