Alfa Romeo Giulia con Carplay ed Android Auto Wireless
Le condizioni che entrano in gioco cercando la soluzione ottimale per inserire tecnologia avanzata su una vettura nativamente sprovvista sono molte ma per alcune auto si possono ricondurre ad una manciata di concetti così importanti da rappresentare da soli, gli unici a cui badare. La prima versione dell'Alfa Romeo Giulia è una di questa, una vettura nata con un'anima ben definita, sportiva, elegante, all'avanguardia tecnologica in termini di potenza e controllo che incarna perfettamente tutto lo spirito di un brand che ha fatto la storia dell'automobilismo. Gli appassionati del marchio, veri e propri amanti del simbolo Alfa Romeo conoscono perfettamente l'emozione di sciogliere le briglie di una potenza pura come la Giulia e proprio per questo eventuali modifiche o cambiamenti non sempre sono bene accetti a meno ché la necessità di apportare delle miglierie in alciuni comparti non sia così pressante da spingere anche il più conservatore degli alfisti a rifletterci. Parlando di Giulia non sono molti gli aspetti a cui metter mano ma sicuramente l'Infotainment è uno di questi, per lo meno nella sua prima versione. Ben integrato, ricco di funzioni vettura, dotato di ampio monitor, grafica veloce, curata, dal'essenza sportiva ma privo di alcuni aspetti fondamentali come il controllo touch, funzioni di interazione smartphone e l'impossiblità in OEM di inserirle, lacune che il proprietario d un'auto immortale come la Giulia non può ingornare a lungo. L'inserimento di funzioni quali Carplay ed Android Auto devono quindi tener conto di tutta una serie di aspetti legati ai collegamenti fisici, il software, l'usabilità, i costi ma tra tutte, due sono le condizioni necessariamente da rispettare, irrinunciabili: mantenere inalterate le forme e linee di cruscotto ed interni e preservare l'anima della vettura. Qualsiasi intervento non deve essere di ostacolo al concetto della Alfa Romeo Giulia, non deve alterne lo scopo, il sgnificato, l'esperienza di guida e le sensazioni al volante. Due condizioni che sanno molto di pilastri inviolabli. Quindi com'è possibile inserire funzioni come Carplay ed Android Auto rispettando lo spirito della Alfa Romeo Giulia? Un modo c'è!
Land Rover Defender con Sistema Multimediale Carplay e Android Auto Alpine
Tra le vetture più ostiche da migliorare e modernizzare in termini di impianto audio, multimediale e più in generale di Infotainment, la Land Rover Defender 90 trova sicuramente posto sul podio. Per anni gli amanti della “giardiniera” che ha fatto la fortuna dello storico marchio inglese si sono scontrati con difficoltà oggettive nel tentativo di introdurre le novità che con il passare del tempo il settore automotive proponeva e propone per le auto di nuova immatricolazione. La struttura stessa del veicolo si è sempre imposta come principale ostacolo alle possibili migliorie da apportare. Un cruscotto essenziale, ridotto all’osso, scarni spazi dell'abitacolo, plastiche di rivestimento di uno spessore minimo, assenza di canaline passacavo, telaio privo di intercapedini e alloggiamenti dedicati riflettono l’essenzialità di un mezzo nato per essere il miglior strumento di lavoro per molti professionisti; senza fronzoli e abbellimenti inutili, così come il concept iniziale imponeva. Con il passare degli anni la Defender si è trasformata in una vera e propria icona da personalizzare, ammodernare e migliorare e le necessità di implementare nuove tecnologie, opzioni e strumenti si è fatta pressante. Forti di un mercato fortemente targettizzato, definito, ampio e fidelizzato, alcune aziende hanno tentato di sviluppare prodotti dedicati, appariscenti e di ottimo impatto visivo ma poco performanti alla conta dei fatti. Ecco perché ad oggi la soluzione con il miglior risultato performance\integrazione rimane la sostituzione dell'apparato OEM mediante kit di trasformazione.



