Toyota CH-R con sensori di parcheggio posterori
Il motivo alla base della richiesta di installazione di un kit di sensori di parcheggio sulla CH-R appare piuttosto logico. Toyota ha creato una vettura dotata di una livrea unica, inconfondibile, per molti versi in controtendenza rispetto agli standard a cui il mercato dell'auto ci ha abituato. Ancora oggi a distanza di anni dall'uscita della prima versione del Crossover SUV le sue linee appiono futuristiche e ricercate, caratteristiche che purtroppo, come i possessori della CH-R sanno bene, vanno a discapito di una corretta visibilità in manovra. L'auto è infatti dotata di posteriore alto, lunotto ampio ma particolarmente inclinato, segnato dalla presenza di uno spoiler superiore ed incastonato in un portellone il cui iconico spoiler inferiore che unisce i due fari posteriori copre inevitabilmente ogni ostacolo al di sotto di esso. Fianchi larghi e bombati ed un paraurti con modanature sporgenti vanno a completare i motivi alla base della possibilità di installare un kit di sensori di parcheggio sulla CH-R, esso rappresenta un'indiscutibile aiuto in fase di manovra. Chiariti i vantaggi di disporre la vettura di uno strumento così utile è necessario domandarsi quale prodotto utilizzare.
Porsche Macan S con PCM 4.0, modulo Carplay e Android Auto
La maggior parte delle vetture commerializzate sono fatte per durare il più possibile ma alcune di queste sono prodotte con un ulteriore scopo, quello di garantire ai futuri proprietari Appeal, Status Symbol e Performance per un periodo di tempo che va ben oltre la normale vita utile di una comune auto, uno scopo che la mette a confronto con una realtà in continuo cambiamento, che la espone a nuove tendenze, nuove mode, nuovi bisogni e nuove aspettative. Per vetture come queste, il rimanere un'icona per tutta la sua vita è un imperativo che la casa costruttrice affronta e pianifica già in fase di progettazione ma che nonostante gli sforzi fatti non può del tutto controllare né prevedere, nemmeno se il produttore in questione si chiama Porsche. Le auto del gruppo tedesco attraversano vere e proprie "Ere geologiche dell'automobilismo" nelle quali i cambiamenti sono all'ordine del giorno, si considerino le motorizzazioni, le linee, i significati e l'Infotainment un'ambito quest'ultimo particolarmente complicato da affrontare e pianificare perché l'orizzonte temporale delle nuove tecnologie è decisamente breve. Integrazione con differenti dispositivi, nuove metodologie di collegamento, avanzati sistemi di interazione e un'ampia varietà di produttori "extra mercato automotive" interassati a garantire l'utilizzo dei propri device in auto, innalzano una barriera all'introduzione di nuove tecnologie piuttosto robusta che i costruttori stessi non sono in grado di gestire ed affrontare in modo esaustivo nel corso degli anni e che solitamente affrontano fornendo l'auto della migliore opzione disponibile al momento della produzione tralasciando ogni eventuale aggiornamento futuro.
Telecamera posteriore Jeep Renegade con Uconnect 8.4
Telecamera Posteriore Jeep Renegade con Uconnect 7" e linee guida dinamiche
Il raggiungimento di economie di scale è fondamentale per il conseguimento degli obettivi di marginalità necessari ad ogni azienda per operare in una situazione economica favorevole e disporre di risorse per alimentare un costante flusso di investimenti a loro volta finalizzati a garantire la futura marginalità, un concetto che raggiunge la sua massima espressione parlando di settore Automotive e riferendosi ai costruttori di automobili che negli ultimi anni si sono accorpati, fusi, avviato partnership e stretto accordi per competere in un mercato sempre più agguerrito, variegato e mutevole. Riferito ad una vettura il concetto di economie di scala si ritrova in ogni sua più piccola parte, compreso naturalmente il sistema di Infotainment, che relativamente alla Renegade, nelle sua varianti, è condiviso con tutti i veicoli del marchio e con le auto dei brand gestiti da FCA, oggi parte integrante di Stellantis. I volumi di vendita che la Società ha raggiunto in questi anni ha fatto si che i sistemi Uconnect siano stati e siano tutt'ora oggetto di particolare interesse da parte dei produttori di componenti ed accessori after market in partcolar modo per favorire l'inserimento di opzioni e l'ampliamento di funzioni nativamente non presenti, una tendenza che non sembra accennare



